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NEWSLETTER del
Coordinamento Nazionale
Comitati e Genitori della Scuola


LE FINANZE DELLE SCUOLE: IL PROGRAMMA ANNUALE 2009 SENZA CERTEZZE SULLE ENTRATE

a cura della Redazione


Anche quest’anno i Consigli di Istituto e di Circolo hanno approvato il Programma Annuale, ovvero il bilancio preventivo della istituzione scolastica.
La normativa prevede che esso venga approvato dal CdI entro il 15 dicembre, ma quest’anno quasi tutte le istituzioni scolastiche hanno deciso di ritardarne l’approvazione al “termine ultimo” del 14 febbraio.
Mai come quest’anno, infatti, l’approvazione del Programma Annuale è avvenuta in condizioni di forte incertezza e confusione: mentre la legge 133/08 definisce con precisione i tagli da apportare alla scuola (che – ricordiamo - ammontano ad oltre 7800 milioni di euro in tre anni) ben meno precise e tempestive sono state le successive indicazioni ministeriali per consentire alle scuole di capire su quali risorse finanziarie potessero davvero contare per questo ed i prossimi anni scolastici.
Soltanto il 6 febbraio sono stati resi noti alle scuole i fondi disponibili per le spese di personale, per i contratti di pulizia e per il recupero dei debiti formativi, ma ancora non è stato resa nota alcuna cifra erogata dallo Stato per il funzionamento didattico.
Anche se un po’ in ritardo, analizziamo dunque quel che è importante sapere, come componente genitori, riguardo al Programma Annuale, soprattutto per quanto riguarda le competenze per la stesura e l’approvazione, e riepiloghiamo gli interrogativi relativi al 2009.
Leggi qui l’intero articolo
DALLA NEWSLETTER DI TUTTOSCUOLA:
IL PARERE DEL CNPI SUL REGOLAMENTO PER IL PRIMO CICLO

a cura della Redazione


Nota della Redazione della Newsletter di “Genitori e Scuola”:
Il CNPI è stato istituito dal DPR n. 416 del 31 maggio 1974 ed è attualmente regolamentato dagli articoli 23, 24 e 25 del Testo Unico < link > sulla scuola (T.U. – Decreto Legislativo n.297 del 16 aprile 1994), con le funzioni di organo di consulenza tecnico-professionale e supporto all’azione amministrativa del Ministero dell’Istruzione. Esso produce annualmente una valutazione analitica dell'andamento generale dell'attività scolastica e dei relativi servizi e può esprimere, anche di propria iniziativa, pareri su proposte o disegni di legge attinente alla pubblica istruzione. E’ presieduto dal Ministro e ne fanno parte 74 consiglieri, la maggior parte dei quali vengono eletti dalle varie categorie del personale scolastico con meccanismi (più liste di candidati in concorrenza) e tempi analoghi (ogni 5 anni) a quelli degli altri Organi Collegiali.
Il CNPI è quindi, nelle intenzioni originali, un ente autonomo dal Governo (non sono eleggibili i membri del Parlamento) ed elettivo, parte dei meccanismi di bilanciamento, partecipazione e controllo che fanno di una democrazia … una Democrazia. I pareri del CNPI sono spesso stati scomodi e altrettanto spesso non sono stati tenuti in considerazione; essi sono in ogni caso un buon termometro per misurare il “grado di coerenza” delle proposte del Ministero.
Per una più amplia descrizione del CNPI e per poter leggere i pareri degli ultimi due anni (2007 e 2008): http://www.pubblica.istruzione.it/dg_ordinamenti/premessa.shtml 


DA:
La newsletter settimanale di Tuttoscuola, la rivista per insegnanti, genitori e studenti.
Notizie, commenti e indiscrezioni sul mondo della scuola.
N. 380, 16 febbraio 2009

Dopo la Conferenza unificata, anche il CNPI critica il regolamento sul I ciclo
Tre mesi fa, in una sua prima pronuncia sulle leggi Gelmini e sul piano programmatico di attuazione, il Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione (CNPI) aveva espresso "fermo dissenso e viva preoccupazione sulle scelte operate che, se confermate, comportano ... una destrutturazione del sistema scolastico pubblico ed una netta riduzione quantitativa e qualitativa dell'offerta formativa".
Di fronte al regolamento di attuazione per il I ciclo, il CNPI non ha modificato il proprio giudizio e nella seduta del 12 febbraio ha unanimemente valutato con severità le linee operative delineate dal ministero, argomentando nel dettaglio le proprie osservazioni critiche.
Con riferimento specifico alla scuola primaria, il CNPI osserva "come il Regolamento, nel prospettare un'ampia offerta di tempi scuola, possa alimentare nelle famiglie aspettative che, in assenza di congrue e correlate risorse, potranno difficilmente essere soddisfatte mettendo la scuola nella difficile situazione di dover ri-orientare le scelte e riorganizzare l'offerta".
Dopo aver esaminato i diversi aspetti del regolamento con riferimento ai tre settori scolastici interessati (infanzia, primaria e secondaria di I grado), il CNPI conclude con un giudizio finale complessivo molto critico, affermando che "Il CNPI critica fortemente la scelta di fondo sottesa al Regolamento in quanto non coerente con le prerogative delle istituzioni scolastiche autonome, lese sui principi che regolano l'autonomia didattica, organizzativa, di ricerca, di sperimentazione e sviluppo secondo quanto disposto dal DPR 275/99."
Secca la replica con un comunicato del MIUR (Nota della Redazione GeS: Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca): il CNPI "da tempo invece di operare come organismo consultivo e tecnico del ministero, qual è, fa politica e sindacalismo". Non solo. "Da anni boccia qualsiasi ipotesi di riforma ed è ormai diventato il difensore dello status quo. Anche stavolta ha dimostrato di essere contrario a qualsiasi forma di cambiamento della scuola italiana".

PER VALUTARE NON BASTA SAPER CONTARE DA ZERO A DIECI…

a cura di Marilisa Zappella

La “valutazione” di alunni e studenti è un tema tornato recentemente al centro del dibattito.
Vi proponiamo qui alcune stimolanti riflessioni, elaborate al riguardo da un genitore: buona lettura!...

Ogni bambino incomincia ad apprendere fin dalla nascita: è una spugna che raccoglie e rimanda i tanti (o pochi) stimoli che riceve,  assorbe le parole, gli atteggiamenti, le emozioni dei luoghi che frequenta, delle persone che lo circondano, impara dalle sue esperienze di vita.
Ogni bambino che, a sei anni, arriva in prima elementare, ha con sé una valigia di vissuti, relazioni, conoscenze e capacità estremamente diversificate che rappresentano la sua propria storia.
Le indicazioni nazionali ci dicono che da qui occorre partire per rendere ogni alunno protagonista attivo nel proprio percorso di apprendimento, che non è mai fine a se stesso. Ha sempre più valore come e perché si impara rispetto al cosa.
Il fine ultimo è la formazione della Persona unica, irripetibile, autonoma, capace di cittadinanza nel mondo, una formazione che scuola e famiglia concorrono corresponsabilmente a costruire… 
Leggi qui l’intero articolo

ISCRIZIONI: PRIMI RISULTATI SUL MAESTRO UNICO

a cura della Redazione

Sabato 28 febbraio sono scaduti i termini per le iscrizioni ai vari ordini di scuole.
Le novità più importanti introdotte dalla cosiddetta Riforma Gelmini sono la reintroduzione degli anticipi per la scuola dell’infanzia, l’inglese potenziato per la scuola secondaria di primo grado ma soprattutto l’introduzione nella scuola primaria del modulo da 24 ore settimanali affidato ad un insegnante unico, il cosiddetto “Maestro Unico”. Infatti, la scelta delle famiglie tra le 4 opzioni orarie “offerte” - 24 e 27 ore settimanali, garantite, e le 30 e 40 ore settimanali, attivabili solo in presenza di risorse di personale sufficiente, e quindi non garantite - è destinata ad avere un impatto notevole nella possibilità per il Ministero dell’Istruzione (MIUR) di realizzare i tagli di personale imposti dal decreto Brunetta/Tremonti di giugno (poi convertito in legge con il numero 133/08).
I dati definitivi delle scelte non sono ancora disponibili, ma sono stati diffusi i risultati di un sondaggio condotto dal MIUR su circa 900 scuole rappresentative e distribuite su tutto il territorio nazionale: solo il 3% delle famiglie campione avrebbero scelto le 24 ore settimanali, il 7% le 27 ore (una percentuale vicina a quanti nel corrente anno hanno questo modello orario), ben il 56% le 30 ore e infine il 34% le 40 ore (rispetto al 27% dell'anno in corso). Si tratterebbe quindi di un forte aumento per le richieste di tempo pieno (40 ore settimanali) e una scarsissima adesione al modulo da 24 ore settimanali, quello che permetterebbe il maggior “risparmio” di personale.
Se questi dati fossero confermati a livello nazionale si creerebbe un grosso problema: solo il 10% circa di famiglie ha infatti scelto un tempo scuola “garantito”. Per il 90% che ha scelto più di 27 ore settimanali si prospetta un futuro incerto: per accogliere queste legittime richieste, in ossequio allo slogan del Ministro di "più libertà per le famiglie” di scegliere un tempo scuola “più adatto per i propri figli", occorrerebbe che venissero ritoccati pesantemente i criteri per la determinazione degli organici appena modificati (in senso restrittivo) con il Regolamento sul primo ciclo (link) in via di approvazione definitiva. Avendo però ottenuto prima il “permesso” dal Ministero dell'Economia di NON realizzare i tagli previsti dal DL112. Se il permesso venisse negato, l’accresciuta domanda di tempo scuola potrebbe portare addirittura alla liquidazione di ciò che rimane del modello del tempo pieno (due insegnanti per classe con 4 ore di compresenza) andando alla creazione di moduli da 30 o 40 ore settimanali costruiti con avanzi di ore e parecchi docenti per classe, con buona pace del “principio pedagogico” del Maestro Unico.
Prepariamoci al peggio, amici, prepariamoci …

Caro genitore,
abbiamo fatto questa newsletter perche' vogliamo cercare di fare informazione.
Siamo convinti che la scarsa partecipazione dei genitori alla vita della scuola sia dovuta, oltre che a tanti altri problemi legati alla mancanza di tempo e di spazi adeguati, anche alla scarsa conoscenza dei meccanismi e delle norme che la regolano e soprattutto dei nostri diritti.
Se pensi che sia una buona iniziativa e che ti sia utile, ti chiediamo di aiutarci a diffonderla.
Girala ai genitori che conosci, stampala e appendila nella bacheca della scuola o, se puoi, scrivi qui sotto l'indirizzo email di qualcuno a cui vorresti venisse inviata. Se la persona a cui arrivera' non gradira' riceverne altre potra' sempre cancellarsi con un semplce click.
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