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NEWSLETTER del
Coordinamento Nazionale
Comitati e Genitori della Scuola


APPELLO AI DOCENTI: LA PROTESTA NON DEVE ESSERE CONTRO LE FAMIGLIE

di Genitori e Scuola

Cari docenti,
la nostra associazione e' consapevole dell'attacco portato alla scuola pubblica dall'attuale governo. Siamo convinti che vi sia la necessità di una opposizione unitaria a questo attacco da parte di tutto il personale della scuola, dei genitori e degli studenti.
Riteniamo pero' che alcune iniziative dei Collegi Docenti, di cui ci pervengono molte segnalazioni infastidite sulle nostre liste, invece di unire, disuniscano. Bloccare le gite, per esempio, e' secondo noi un errore. Esse sono un'occasione importante per i ragazzi, i quali le attendono sempre con ansia. Un momento di socializzazione, aggregazione, svago, ma anche formazione culturale indispensabile per la crescita dei nostri ragazzi. Bloccare le visite d'istruzione rischia di allontanare i genitori e i loro figli da quello che dovrebbe essere un impegno comune contro chi vuole lo sfascio della scuola pubblica. Questa scelta, soprattutto, rischia di far giungere un messaggio distorto agli utenti della scuola sulle ragioni del vostro impegno.
Vi chiediamo di aderire alla nostra proposta. La vostra lotta che e' anche la nostra, giusta e sacrosanta, non puo' pero' passare attraverso la lesione dei diritti degli alunni e delle loro famiglie.
NORMATIVA: DOPO LA CONVERSIONE IN LEGGE DEL DECRETO GELMINI

a cura della Redazione


Dopo la conversione in legge (numero 169) del cosiddetto "Decreto Gelmini", avvenuta alla fine di ottobre, in ambito normativo si registrano diverse novità.
L'ampio movimento trasversale di docenti, studenti, genitori ed enti locali, che ha contestato duramente la modalità ed il contenuto delle nuove normative sulla scuola, non è riuscito a far aprire un dibattito sulle scelte di fondo (che, lo ricordiamo, sono originate dai tagli previsti dall'art.64 della legge 133): ma ha convinto il Governo a procedere con maggior cautela nell'attuazione delle stesse.

Sintomi di questo cambiamento di atteggiamento si possono cogliere in diversi atti dello stesso Governo e delle commissioni parlamentari. Li trovate illustrati negli articoli che seguono.

NORMATIVA: RIORGANIZZAZIONE DELLA RETE SCOLASTICA

a cura della Redazione


Il Parlamento ha convertito in legge il Decreto Legge n. 154 che conteneva nell'articolo 3 che imponeva alle Regioni, con un vero e proprio diktat, la ridefinizione del numero di istituzione scolastiche, in un'ottica di drastica riduzione, entro il 15 dicembre, pena il commissariamento in caso di inadempienza.
Dopo la reazione determinata di gran parte delle Regioni, l'articolo è stato riformulato dalla VII Commissione del Senato con toni decisamente diversi: il termine è il 31 dicembre, non è più minacciato il commissariamento e si precisa che, per l'anno scolastico 2009/2010, "la consistenza numerica dei punti di erogazione dei servizi scolastici non deve superare quella relativa al precedente anno scolastico 2008/2009": il che si configura decisamente come una rinuncia al conflitto con le Regioni su questo tema, almeno per il prossimo anno.
IL DL 154 è stato convertito nella legge n.189 con pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale il 4 dicembre, e l'articolo 3 in questa nuova versione è stato confermato anche dalla VII Commissione della Camera.

NORMATIVA: PARERE DELLA VII COMMISSIONE SUL PIANO PROGRAMMATICO

a cura della Redazione


Interessante è il percorso che ha portato la VII Commissione della Camera a dare il proprio parere favorevole al Piano Programmatico (di cui abbiamo dato ampia descrizione nella newsletter precedente) predisposto dal MIUR per l’attuazione dei tagli previsti dall’art.64 della legge 133. Scontato il parere contrario della opposizione, è curioso notare come una prima “proposta di parere” avanzata dalla maggioranza in Commissione condizionasse l’approvazione del Piano ad alcune modifiche di non poco conto.

Marcia indietro sul part-time nella scuola dell’infanzia:

“l'orario obbligatorio delle attività didattiche della scuola dell'infanzia deve garantire prioritariamente il tempo di 40 ore con l'assegnazione di due insegnanti per sezione e prevedere soltanto come modello organizzativo residuale lo svolgimento delle attività didattiche nella fascia antimeridiana, con l'assegnazione di un unico docente per sezione, sulla base della esplicita richiesta delle famiglie”

Passaggio alle 24 ore ed al maestro unico nella scuola primaria solo su specifica richiesta delle famiglie, e non come obbligatorio e generalizzato (!):

“in relazione alla scuola primaria del primo ciclo, sia previsto che l'attivazione di classi affidate ad unico docente, funzionanti per un orario di 24 ore settimanali, sia effettuata sulla base di specifiche richieste delle famiglie”

Sempre per la Primaria, sembrerebbe esserci un’altra marcia indietro e mantenimento degli insegnati specialisti in inglese, confermata anche, per quello che valgono, da numerose “dichiarazioni” del Ministro:

“… e siano garantiti gli insegnamenti specialistici di religione e di inglese”;

“ sia potenziata e qualificata l’attività di formazione degli insegnamenti specialistici di lingua inglese nella scuola primaria, al fine di generalizzare in modo compiuto e adeguato questo tipo di insegnamento”


Un po’ di cautela ci vuole perchè si parla di “insegnamento specialistico” e non di “insegnante specialista”.

Garanzie per le modalità a tempo maggiore delle 24 ore settimanali e del doppio organico per il tempo pieno:

“sia stabilito il tempo scuola in funzione non soltanto delle esigenze di riorganizzazione didattica, ma soprattutto in ragione della domanda delle famiglie e pertanto siano garantiti differenti articolazioni dell'orario scolastico a 27, 30 e 40 ore, mantenendo la figura dell'insegnante prevalente, secondo quanto previsto dal decreto legislativo n. 59;

sia inoltre previsto che per le classi funzionanti a tempo pieno siamo assegnati due docenti per classe”

Prudenza anche in questo caso perché la presenza di due insegnanti per classe non necessariamente garantisce la “compresenza” per almeno 4h alla settimana come era nel modello classico di “tempo pieno”.

Altri vincoli imposti dalla VII Commissione:

* sia previsto l'aumento del numero minimo medio degli alunni per classe, e non quello del numero massimo, al fine di rispettare i parametri di agibilità di cui in premessa, convergendo così sul parere espresso dalla regione Lombardia in sede di Conferenza unificata;

* sia tutelato il rapporto di un docente ogni due alunni disabili;

* si rivedano le tabelle che determinano l'organico di vari profili professionali del personale ATA, allo scopo di razionalizzare gli organici evitando il ricorso all'esternalizzazione di servizi, in presenza di personale impiegato a tempo indeterminato nelle scuole.


A questa proposta di parere è seguito, infine, un parere finale favorevole al Piano Programmatico, in cui le condizioni di cui sopra sono rimaste, ma sono mitigate (e non poteva essere altrimenti) dall’indicazione ripetuta di rispettare comunque i vincoli imposti dall’art.64 della legge 133 ovvero gli 8 miliardi di euro scarsi di tagli; di conseguenza, l’indicazione di rispettare le esigenze delle famiglie è ora limitata esplicitamente dalla compatibilità con le risorse di organico.

Si tratta quindi, a nostro avviso, di un documento che rispecchia le stesse contraddizioni con cui si presentò il Decreto Gelmini: si afferma che è contemporaneamente possibile tagliare la spesa, migliorare l’offerta e rispettare le esigenze delle famiglie. Una contraddizione insanabile, a nostro avviso, se non si riparte da un ragionamento complessivo sulla scuola invece che da una manovra esclusivamente di carattere finanziario.

Dopo il parere del Parlamento, il Piano potrà diventare legge, e produrre effetti concreti, tramite l'emissione di Regolamenti recepiti in Decreti del Presidente della Repubblica. Nella riunione del Consiglio dei Ministri del 18/12/2008 sono stati approvati 4 regolamenti di cui due riguardanti alla riorganizzazione del Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca (MIUR). Gli altri due sono:

* Regolamento recante norme per la riorganizzazione della rete scolastica e il razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane della scuola, a norma dell'articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. ESAME PRELIMINARE;
* Regolamento recante revisione dell'assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione, a norma dell'articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. ESAME PRELIMINARE.

Una prima veloce lettura sembra confermare i dubbi sull’effettiva volontà del Ministero di fare marcia indietro su una serie di aspetti che permettono i “risparmi” previsti dall’art.64 della legge 133. Dedicheremo all’analisi dei due regolamenti i prossimi numeri della nostra Newsletter.

ISCRIZIONI: IL TERMINE SLITTA AL 28 FEBBRAIO

a cura della Redazione


E' ufficiale il rinvio del termine per le iscrizioni all'anno scolastico 2009/2010, previsto per il 31 gennaio 2009: il nuovo termine è fissato per il 28 febbraio.
Il comunicato del Ministero è visibile a questo indirizzo:
http://www.pubblica.istruzione.it/normativa/2008/prot1818_08.shtml

Le ragioni addotte per il rinvio riguardano l'intenzione di informare le famiglie sulle "innovazioni didattiche" (!) introdotte dalla normativa.
Alle famiglie saranno comunicate le novità relative ai piani di studio ed agli orari dei diversi ordini di scuola: il materiale dovrebbe essere disponibile entro la fine di dicembre.
Il piano di informazione prevede "incontri con le Associazioni professionali dei docenti e con i Forum delle Associazioni dei genitori e degli studenti, per una capillare e completa comunicazione dei punti qualificanti le novità sul piano didattico ed educativo."

Un suggerimento per i genitori che iscriveranno i loro figli alle prima classi delle superiori: tenetevi informati e fate molta attenzione alle novità; al di là della diminuzione delle ore settimanali, potrebbero venire cancellati o snaturati molti "indirizzi" esistenti che le scuole stanno presentando in queste settimane nelle iniziative "scuole aperte".

Caro genitore,
abbiamo fatto questa newsletter perche' vogliamo cercare di fare informazione.
Siamo convinti che la scarsa partecipazione dei genitori alla vita della scuola sia dovuta, oltre che a tanti altri problemi legati alla mancanza di tempo e di spazi adeguati, anche alla scarsa conoscenza dei meccanismi e delle norme che la regolano e soprattutto dei nostri diritti.
Se pensi che sia una buona iniziativa e che ti sia utile, ti chiediamo di aiutarci a diffonderla.
Girala ai genitori che conosci, stampala e appendila nella bacheca della scuola o, se puoi, scrivi qui sotto l'indirizzo email di qualcuno a cui vorresti venisse inviata. Se la persona a cui arrivera' non gradira' riceverne altre potra' sempre cancellarsi con un semplce click.
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