Il 27 marzo 2011 a Bologna si è costituita la Consulta Nazionale per la Scuola Statale "Ricomincio dal 3" con la partecipazione di genitori e docenti dalle seguenti città: Bologna, Milano, Roma, Firenze, Viareggio, Carpi, Modena, Padova, Vicenza, Verona, Venezia, Savona, Parma, Pistoia, Napoli. L’obiettivo della consulta è quello di affiancare il momento della riflessione, dell’elaborazione e della proposta a quello della mobilitazione gestito e organizzato dai movimenti. Riflettere su quanto nella scuola si realizzi del dettato costituzionale, a partire dall’art.3, e disegnare insieme proposte per una scuola che possa pienamente dargli attuazione. Partito dalla lettera-appello di Genitori e Scuola, il percorso ha visto crescere l’adesione di soggetti più o meno organizzati, persone e movimenti da tutto il territorio nazionale: è tale la preoccupazione per il futuro del sistema di istruzione statale che si è deciso di unirsi in una sorta di unico coordinamento, avendo come riferimento di partenza l'esperienza di scrittura condivisa della Legge di Iniziativa Popolare “Per una Buona Scuola per la Repubblica” ( www.leggepopolare.it ).
La LIP è stata un momento molto importante e significativo di costruzione collettiva, con il quale il movimento ha espresso un’idea di scuola nata dalla mediazione condivisa di tante diverse posizioni di partenza. Momento importante proprio per il metodo seguito, di costruzione dal basso, che ha impegnato nel 2005-2006 insegnanti di ogni ordine e grado, genitori, studenti, al di là di eventuali appartenenze politiche, sindacali o associative. Il metodo collaborativo e della condivisione infatti è per noi un valore irrinunciabile: un’idea costruita collettivamente, frutto di mediazione, ma con il potere della democrazia e la ricchezza di più teste pensanti, di tante esperienze e realtà locali differenti tra loro. Pensiamo che questo metodo sia più che mai necessario in questo istante: quello che la scuola vive è un malessere molto profondo, che rischia di dividere il fronte di genitori e docenti, che si è finora presentato compatto contro provvedimenti disastrosi ed ora procede invece in modo sgomento e scomposto nell’affrontarne la messa in pratica.
Quindi non è più rinviabile un’ampia operazione culturale: si deve lavorare sulla ricostruzione di un sapere critico laico che ci porti a ridare significato alle parole. Cosa significa avere una Buona Scuola per la Repubblica? Significa poter ragionare seriamente di argomenti urgenti, quali gli scopi della valutazione, ma soprattutto della funzione costituzionale del sistema di istruzione statale e del disastro strutturale nel quale versano i diversi gradi di scuola dopo anni di tagli; significa interrogarci sulla democrazia nella scuola, e dunque sulla funzione degli organi collegiali e sulle loro competenze. L’intera gestione del sistema scuola è in enorme crisi: l’amministrazione non funziona più, e uno dei pochi strumenti istituzionali sui quali la scuola poteva contare, il C.N.P.I (Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione, istituito nel 1974 come organo collegiale elettivo) viene smantellato lentamente. Ciononostante, non accettiamo la sconfitta: continuiamo a resistere, anzi, vogliamo rilanciare. Raccogliamo la sfida lanciata in occasione dell’Incontro nazionale delle scuole dello scorso 30 gennaio: non si deve più solo difendere, bisogna pensare al rilancio della scuola statale.
“Ricomincio dal 3” ha come compito proprio il rilancio: ragionare sui principi condivisi per delineare la Buona Scuola e chiederci quali siano le buone pratiche che si possono adottare da subito nelle scuole per arginare lo sfascio.
La Buona Scuola c'è già, è diffusa nel territorio, sta nella passione di tante e tanti insegnanti che, nonostante il degrado di risorse, di considerazione e di immagine a cui la politica di vario colore li ha condannati da molti anni, continuano a mettere al centro della loro azione il diritto all'istruzione dei giovani e con passione sperimentano e realizzano quelle buone pratiche che ci si propone di far emergere, valorizzare e citare ad esempio di Buona Scuola a tutte le scuole del paese.
La Buona Scuola c’è già, ed è nella passione e nell’impegno di tanti genitori e di tanti cittadini che lavorano negli organi collegiali, nelle scuole e nelle associazioni, nei comitati e nei movimenti, per garantire il diritto allo studio dei loro figli e delle loro figlie, il diritto ad avere pari opportunità di accesso al sapere in un sistema di istruzione statale di qualità, democratico, laico, inclusivo e gratuito.
La Buona Scuola c'è già, ed è nell’impegno e nelle lotte di tante e tanti studenti che si battono per la propria crescita culturale e per il diritto al futuro, spesso pagando di persona la repressione autoritaria di un sistema sempre più poliziesco ed antidemocratico che, invece di ascoltare le istanze dei primi protagonisti dell'istruzione, si preoccupa di attrezzarsi di strumenti normativi per soffocare i più elementari diritti della democrazia.
Dalla condivisione e dal confronto può essere innescata una spirale virtuosa: le esperienze significative possono rappresentare quel repertorio di buone pratiche su cui rifondare la scuola statale italiana, una sorta di gara in cui vinciamo tutti se tutti veniamo messi nelle condizioni di arrivare fino in fondo. Il percorso si iscrive in quello generale di difesa dei beni comuni e dunque si pone in una duplice ottica: la difesa dell’istruzione come bene comune e la proposta di un’alternativa che possa alimentare nella pratica quotidiana la rivendicazione di quell’attenzione e di quelle risorse da parte della politica di cui la Buona Scuola ha bisogno, di cui il paese ha bisogno.
La consulta è aperta a situazioni organizzate, comitati, associazioni, gruppi, collettivi, ma anche singoli docenti, genitori, studenti o cittadini, nella convinzione che una testa pensante nella fase di progettazione e confronto valga in se stessa e indipendentemente da una rete territoriale di riferimento. Al fine di rendere più efficace l’azione, saranno predisposti un forum, un sito, una piattaforma, o altri strumenti ritenuti utili alla comunicazione interna ed esterna. Qualunque iniziativa verrà proposta a tutta la rete in una sorta di Patto di Consultazione e poi realizzata, nel singolo territorio o in tanti contemporaneamente. Ciò riguarderà sia iniziative pubbliche che di discussione. Ipotizziamo una serie di convegni sulle questioni più urgenti (OOCC, valutazione, buone pratiche), che ci consentano di ragionare non solo della quantità dei tagli, ma della loro qualità. Sono già in calendario o comunque in via di programmazione: - seminario su OO.CC. dell’Ass. Scuola della Repubblica: data da definirsi, Bologna; 10 aprile, Milano; - seminario su Merito e Valutazione; 3 maggio, Roma: - convegno sull’Invalsi; 14 maggio, Firenze: - Convegno “Minoranze e diritto di cittadinanza” dell’Ass. 31 ottobre - Per una Scuola laica e pluralista.
27 marzo 2011 Alla Consulta Nazionale hanno aderito finora le seguenti realtà collettive:
Carissimi visitatori, le nostre capacita' tecniche non ci consentono al momento di risolvere un problema fastidioso ma risolvibilissimo da voi. Se vi capitasse di entrare in una pagina e trovarvi la scritta "La pagina richiesta non esiste" sappiate che esiste eccome, ma e' visibile solo agli utenti registrati. Ovviamente basta registrarsi et voila', il problema e' risolto. Scusate il disagio. Lo staff
Una generazione a cui si toglie il futuro e’ condannata all’apatia, alla rassegnazione muta e sorda e alla passione triste, allo scoppio d’ira, alla rabbia sterile. Tutti gli indicatori utilizzati dagli istituti di analisi segnalano questo rischio per i giovani di oggi, gli adulti di domani. L’ultimo rapporto Censis, la massima autorità italiana di indagine sociologica che con le sue “fotografie” annuali ha quasi sempre anticipato e precorso le linee di tendenza del nostro sistema paese, segnala un dato davvero preoccupante: i giovani sono privi di desiderio. Chiunque educatore sa cosa questo significhi e quali rischi comporti. Non avere desideri vuol dire esser privi di prospettive, di progetti, di motivazioni. Qui si sconta il vero fallimento della scuola italiana, umiliata e offesa da una politica di tagli e da una riorganizzazione della gestione amministrativa e dei saperi condotta all’insegna della riduzione dei costi. Come se l’istruzione non fosse invece una risorsa: non un’ipoteca ma un investimento sul futuro. Tale analisi del Censis trova conferma nei dati Istat, il nostro ente di statistica: il 30% dei giovani cerca ma non trova un lavoro e la percentuale continua a salire di anno in anno. E quando lo trova si tratta quasi sempre di lavori saltuari e precari, spesso in nero, che precludono ogni ipotesi di costruirsi una vita, metter su famiglia, ottenere un mutuo. Il Presidente dell’Inps, l’Istituto di previdenza sociale, ha detto che e’ meglio che i giovani lavoratori precari non sappiano quale sarà la loro pensione fra 30/40 anni, al ritmo dei contributi attualmente versati, perché altrimenti vi sarebbe il rischio di una sommossa. La nostra associazione è da sempre impegnata sul fronte della reale valorizzazione della presenza dei genitori nella vita della comunità scolastica e non per mere ragioni di presenzialismo ma per seguire la causa del pieno sviluppo della persona umana, dei nostri figli dunque, e della loro effettiva partecipazione all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese, secondo i principi sanciti dall’articolo 3 della Carta Costituzionale. Ma adesso crediamo che questo non sia più sufficiente in quanto la drammaticità dei tempi che stiamo vivendo richiede uno sforzo ulteriore, un allargamento di orizzonti, una presa d’atto che coinvolga le numerose realtà associative di genitori e insegnanti per la costruzione di una Rete di soggetti virtuosi, consapevoli, attivi, impegnati nell’obiettivo comune di invertire l’attuale stato delle cose. Noi siamo e resteremo un’associazione a-partitica ma non a-politica, se politica vuol dire la costruzione di un percorso di cittadinanza e del suo effettivo esercizio, senza steccati, senza dichiarazioni di schieramento in quanto riteniamo che il ridare un futuro ai giovani, ai nostri figli, sia un compito trasversale, che riguarda tutti e ciascuno. La rete associativa che ci sforzeremo di costruire e di cui faremo parte andrà costruita su queste premesse. Ci dichiariamo fin d’ora indisponibili ad essere strumentalmente usati come cinghia di trasmissione di chicchessia. Ci sono dei momenti in cui si deve scegliere tra rinunciare o rilanciare, provare ad andare oltre. Noi ci siamo confrontati, abbiamo discusso le due opzioni e infine abbiamo deciso di accettare la sfida, ben sapendo lo sforzo e i rischi che essa comporta, trattandosi di un percorso tutto da costruire. Mantenendo la nostra identità e il nostro patrimonio di conoscenze e di esperienze maturato in questi anni abbiamo scelto di contaminarci con altre realtà, che sono tante, diverse e sparse, ma accomunate tutte dalla stessa passione civile e ideale di ridare alla scuola la sua centralità la quale, per non essere solo un’affermazione retorica deve tradursi sostanzialmente nel porre i giovani al centro di un impegno che ridia loro la speranza di un futuro da essi scelto e progettato. Questa Rete sarà un pungolo, una fonte di elaborazione di idee e contributi da offrire alla classe politica e dirigente, ai Governi, alle associazioni sindacali e imprenditoriali perché tornino a svolgere la loro funzione di gestori, costruttori e pianificatori dell’interesse pubblico che oggi come sempre, ma con maggiore urgenza, passa necessariamente attraverso la presa in carico della questione giovanile. Speriamo di riuscirci. Noi ci crediamo. E vi chiediamo di crederci con noi. Per loro. Che sono la nostra più grande ricchezza.
IL COORDINAMENTO BUONA SCUOLA DI CARPI È IN LOTTA PER LA DIFESA DELLA SCUOLA DELLA COSTITUZIONE
di Coordinamento Buona Scuola
Il Coordinamento Buona Scuola di Carpi è nato con l'intento di sensibilizzare la cittadinanza al processo di disgregazione che sta interessando la nostra Scuola Statale di ogni ordine e grado, quella scuola che secondo la Costituzione deve garantire il diritto inalienabile all'istruzione di tutti i cittadini.
Le politiche perseguite in tutti questi anni hanno impoverito le istituzioni scolastiche del Paese e messo a dura prova la qualità delle nostre scuole. L'accoppiata Gelmini/Tremonti ha inasprito in modo indiscriminato e senza riserve i tagli di risorse, di personale, di ore di lezione, di discipline. senza alcuna logica didattica o pedagogica e al solo scopo di contenere la spesa, sacrificando in tal modo il diritto all'istruzione dei cittadini in nome di una crisi economica che si pretende debba colpire solo i diritti costituzionali e non i privilegi di casta o le spese di guerra.
In questi giorni nel paese assistiamo ad una massiccia mobilitazione del mondo della scuola che vede coinvolti studenti medi e universitari nella difesa del loro diritto ad una istruzione qualificata giacché hanno preso coscienza di appartenere ad una generazione che pagherà, più delle precedenti, la povertà di risorse e di ricchezze culturali offerte alla Scuola e all'Università!
Come Coordinamento Buona Scuola di Carpi, composto da docenti, genitori e studenti che hanno a cuore la scuola della Repubblica, la scuola di tutti e per tutti, intendiamo affermare la nostra piena solidarietà con le buone ragioni che stanno muovendo le azioni degli studenti delle scuole superiori della provincia. Le scuole occupate di Modena e le attività di informazione, discussione e libero confronto che si stanno realizzando al loro interno, ci fanno sentire fieri di questi studenti, ragazze e ragazzi che dimostrano di non voler rinunciare al loro senso critico e che non accettano di chinare il capo di fronte alla categoricità di una riforma calata dall'alto senza alcuna consultazione dei soggetti coinvolti.
Gli studenti in lotta ci ricordano che non ci si può rassegnare allo stravolgimento della scuola operato dalla riforma Gelmini/Tremonti.
Gli studenti in lotta chiedono al futuro governo una scelta decisa verso il ripristino della scuola della Costituzione.
Gli studenti in lotta esigono che venga ripensato un percorso di rinnovamento, basato su un reale miglioramento delle opportunità formative.
Gli studenti in lotta invitano il Governo ad adottare un'ottica lungimirante e ad investire risorse adeguate nell'istruzione, invertendo così la tendenza all'impoverimento degli ultimi 20 anni.
Il Coordinamento Buona Scuola di Carpi fornirà sempre il suo contributo di intelligenze, di energie positive, di presenza al fianco di chi si batte in difesa della Scuola Statale. Lo farà anche in questa occasione schierandosi al fianco degli studenti delle scuole superiori di Carpi che in questi giorni hanno deciso di unire la loro voce al coro di proteste che si sta levando nel Paese intero. La loro protesta è animata da un ammirevole senso di responsabilità e da una maturità che fa loro onore e di cui siamo tutti orgogliosi, come genitori, come educatori, come compagni di cammino.
Il loro appello accorato non può trovare solo risposte repressive, come quelle invocate dal provveditore Malaguti, le cui dichiarazioni alla stampa ci appaiono miopi e sorde e delle quali non condividiamo né il tono né i contenuti. Né condividiamo l'atteggiamento di chi si serve dell'intimidazione per indebolire la determinazione di questi giovani a lottare per il proprio diritto a ricevere un'istruzione di qualità.
L'omertà di quei media che stanno calando una sorta di sordina mediatica sulle lotte degli studenti della provincia e che hanno dichiarato esplicitamente di dare spazio alla cosa solo se succederà qualcosa di eclatante, rende ancora più luminosa per contrasto la dignità delle richieste di questi giovani cittadini.
Una volta di più il mondo degli adulti rischia di perdere un'occasione importante per facilitare la crescita dei cittadini di domani, se non si prodigherà a sostenere il manifesto desiderio di partecipazione attiva e responsabile che queste lotte rappresentano.
Il Coordinamento Buona Scuola di Carpi intende impegnare tutte le proprie energie per perseguire questi obiettivi.
Il giorno8 gennaio 2010 è nato il “Coordinamento dei Presidenti dei Consigli Scolastici di Bologna e provincia”, vi sono già iscritti 60 Presidenti, 14 Vicepresidenti e 38 Consiglieri. Sono genitori eletti da genitori nei consigli di circolo e istituto e sono chiamati adeliberare su argomenti di gestione amministrativa e didattica delle scuole. Ruolo non facile se inserito nel disastro normativo ed economico che la riforma Gelmini ha rappresentato, e rappresenta oggi con il nuovo riordino delle superiori, per la scuola statale pubblica. Da dicembre ad oggi la scuola è stata subissata di circolari e comunicazioni ministeriali spesso in apparente contrasto con le leggi vigenti e che rischiano, se applicate alla lettera, dimettere in ginocchio il sistema scuola svuotandolo di risorse e contenuti. Riduzione dei contratti di pulizia, già in essere, del 25%; tentativo di mascherare i crediti che lo Stato deve alle scuole in improbabili capitoli di spesa; soldi per le supplenze brevi arrivati tardi, in quantità insufficiente e già finiti; utilizzo dei contributi volontari dei genitori per spese di funzionamento e non per il potenziamento dell'offerta formativa. La lista è lunga e il coordinamento, in nemmeno due mesi di vita, è già intervenuto più volte per segnalare agli uffici competenti, USR e USP, i gravi disagi causati alle proprie scuole e ai propri figli da supplenze non effettuate (lettera sulle supplenze in data 22/01/2010), con i bambini che migrano, con le proprie seggiole al seguito, da un'aula all'altra. Non ci si rende conto del rischiorappresentato da aule sovraffollate e della perdita del diritto all'istruzione? Che senso ha rispondere che i Dirigenti Scolastici sono tenuti a nominare i supplenti nel rispetto delle leggi vigenti e della disponibilità economica, quando questa è prossima allo zero? Lo Stato deve alle scuole di Bologna e provincia oltre 22 milioni di euro fin dal 2005, la quasi totalità di questa cifra è rappresentata da fondi per le supplenze, eseguite e mai finanziate (documento sul programma annuale del 01/02/2010). Non si può più fare finta che i problemi non esistano o siano marginali, adesso è urgente incontrare chi nella provincia e nella regione rappresenta il Ministro, sono urgenti sia risposte che comportamenti coerenti al ruolo di Amministratori della scuola pubblica statale nel nostro territorio, della sua sopravvivenza e della sua qualità (lettera di richiesta di incontro del 23/02/2010).
Coordinamento dei Presidenti dei Consigli Scolastici di Bologna e Provincia.
Contro la politica dei tagli dissennati alla scuola della Repubblica, per la scuola di tutti e per tutti, contro ogni bavaglio, per il diritto ad un’istruzione di qualità delle future generazioni, contro i licenziamenti dei precari, contro il blocco del salario del personale della scuola, il Coordinamento scuole superiori di Bologna e provincia e il Coordinamento precari scuola di Bologna, hanno organizzato la partecipazione allo sciopero dei giorni 7 e 8 giugno, proclamato da Cobas, Orsa, Rdb-Cub, Unicobas, Usi Ait scuola.
Sono oltre 500 i docenti di Bologna e provincia che sostengono lo sciopero degli scrutini del 7 e 8 giugno. Tale azione di lotta ribalta completamente la logica dello sciopero tradizionale e con poche, mirate, adesioni formali, sarà in grado di bloccare gli scrutini di oltre 130 classi, coinvolgendo più di 3000 studenti. Al momento, le scuole superiori della provincia di Bologna che risultano in sciopero sono 15 su 32, ma ci aspettiamo ulteriori adesioni. In media, nei due giorni di sciopero, più del 90% degli scrutini previsti nelle scuole coinvolte (in 10 scuole la percentuale di blocco sarà pari al 100%) non verrà effettuato e subirà un rinvio fino a 5 giorni. Il numero delle classi coinvolte dal blocco degli scrutini dipende dalla collocazione giornaliera degli stessi, in quanto la normativa vigente impedisce il blocco degli scrutini propedeutici ad un esame finale, ossia quelli delle classi terze e quinte dei Professionali e delle classi quinte di Licei e Tecnici. Gli oltre 500 sostenitori si sono costituiti in Comitati di sciopero, istituendo una Cassa di Solidarietà, allo scopo di suddividere equamente, tra i colleghi, l’aggravio della trattenuta stipendiale effettuata a carico dei docenti formalmente in sciopero. Attualmente, le scuole che risultano già coinvolte, sono le seguenti: Aldini, Adrovandi, Belluzzi, Copernico, Luxemburg, Sabin, Serpieri, A. Moro, Rodari Jussi di S.Lazzaro, Medie Pepoli, Alberghetti di Imola, Innocenzo da Imola, Ipsia di Crevalcore, Keynes di C.Maggiore, Mattei di S. Lazzaro, Salvemini di Casalecchio, Montessori di Porretta.
Assemblea scuole, genitori e insegnanti di Bologna e provincia
Il gruppo di lavoro dell’Assemblea si è riunito dopo la giornata d'inizio della campagna informativa "TUTTI DEVONO SAPERE", valutando la giornata del 14 maggio in modo positivo. La partecipazione, anche se a macchia di leopardo, è stata abbastanza intensa e ha comunque contribuito a riaffermare una nostra presenza che da tempo mancava. La documentazione la trovate qui http://www.assemble ascuolebo.org/campagna14maggio10/14-maggio-resoconto -dalle-scuole/
Ma il 14 maggio come si diceva, non è stato che l’avvio di una campagna che si prolungherà nel tempo e che richiederà un lavoro di lunga lena.
In questi giorni molti di noi hanno continuato ad appendere i volantini a Bologna e in provincia. Un po’ dappertutto, sui condomini, nei mercati, sulle colonne dei portici, nelle piazze e nelle strade.
Abbiamo ricevuto moltissime richieste per nuovi adesivi.
Ne ristamperemo quindi in gran numero anche di nuovi.
Dalla prossima settimana potrete mettervi in contatto con i seguenti referenti per accordarvi sulla distribuzione: 3396239070 zona Est; 3335799288 zona Reno e Borgo Panigale; 3474229789 zona S. Stefano, Saragozza e Casalecchio di Reno; 3391592234 zona Castiglione; 3283909020 zona Castenaso, San Lazzaro e limitrofi.
In questi ultimi giorni molto si è letto e, soprattutto, si è molto discusso di scuola. Di seguito un breve elenco:
- il coordinamento presidenti dei consigli odi circolo/istituto hanno “incontrato” il direttore dell’ufficio scolastico regionale, dott. Limina. Ne è scaturito un colorito confronto di cui avrete letto sui quotidiani;
- il coordinamento precari e il coordinamento superiori sono presenti tutti i giovedi pomeriggio con un presidio presso l’ufficio scolastico regionale;
- è diventata pubblica la circolare “zittisci insegnanti” di Limina e da tutto il mondo della scuola si è levato un coro di richiesta di dimissioni;
- in varie regioni d’Italia genitori e insegnanti si stanno mobilitando, soprattutto dopo l’uscita degli organici di diritto, che, ancora una volta, determinano tagli di ore, di insegnanti, di qualità della scuola statale pubblica. Alcuni numeri, in attesa delle tabelle ufficiali, che presto saranno sul nostro blog: 628 bimbi esclusi dalla materna, 48 maestri in meno a fronte di 403 alunni in più, 1600 famiglie escluse dal tempo pieno, 13 posti di specialista inglese invece che 50, 58 insegnanti e 18 classi in meno alle medie a fronte di 738 alunni in più, alle medie classi calcolate secondo una media di 29 alunni anche in presenza di disabili.
Segnaliamo e invitiamo a partecipare alla protesta indetta dal coordinamento precari che si terrà giovedi 27 maggio dalle ore 15 presso l’ufficio scolastico regionale, in Via Dè Castagnoli 1 per esprimere tutto il nostro dissenso nei confronti dell’aggressione che la nostra scuola pubblica sta subendo.
Invitiamo con forza a continuare la campagna informativa “TUTTI DEVONO SAPERE”, tramite l’affissione dei volantini (scaricabili qui: http://www.assembleascuolebo.org/campagna14maggio10/materiale _14maggio/) e degli adesivi che presto saranno disponibili, ma soprattutto tramite le feste di fine anno, che in questi giorni si terranno in molte delle nostre scuole.
Infine l’iniziativa (un momento della campagna "TUTTI DEVONO SAPERE"):
PER NOI LA SCUOLA NON E’ FINITA: W LA SCUOLA DI TUTTI
Stiamo organizzando per la giornata del 10 giugno un evento pubblico, al quale tutti sono invitati a partecipare, insegnati, genitori, alunni e studenti, cittadini e cittadine.
Il luogo in cui si consumerà l’evento comprende l’area fra via Castagnoli, sede dell’USR, e i giardini del Guasto.
Dalle ore 17 tutta la zona verrà rivestita di volantini e adesivi mentre un gruppo di genitori e di insegnati manifesterà davanti all’Ufficio Scolastico Regionale mostrando cartelli che ricorderanno le ore e gli insegnanti perduti in questo e nel prossimo anno scolastico, le cifre che le famiglie hanno dovuto donare affinché le scuole potessero continuare a funzionare, le attività perdute per carenza di fondi e personale etc.
Dalle ore 18 in poi la manifestazione si sposterà presso gli adiacenti Giardini del Guasto e lì sarà festa e saranno gesti d’amore per la nostra scuola pubblica.
L’organizzazione di questo evento è in corso, idee ed energie affinché riesca con successo sono auspicabili e saranno ben accette da ognuno di voi.
Al Dirigente dell'Ufficio Scolastico Regionale per l'Emilia- Romagna
Dott. Marcello Liminia
e p.c.
Al Dirigente dell'Ufficio Scolastico Provinciale di Bologna
Dott. Vincenzo Aiello
Al Ministro della Pubblica Istruzione
All'ASABO
Agli organi di stampa nazionali e locali
Egregio Direttore Generale Liminia,
rispettivamente in data 22/01, 01/02 e 23/02/2010 Le abbiamo inviato tre lettere per esporLe il grave stato di disagio in cui versano le nostre scuole, in particolare riguardo alla mancata nomina dei supplenti ed alla deficitaria situazione di bilancio, chiedendoLe di poter avere un incontro con Lei.
In assenza di una sua risposta Le abbiamo nuovamente scritto sollecitando l'incontro e chiedendoLe di trasmettere, seguendo la via gerarchica, le nostre preoccupazioni e richieste al Ministero.
A tutt'oggi non abbiamo avuto alcun cenno di risposta né alle nostre richieste di incontro, né sappiamo se Lei abbia trasmesso al Ministro quanto da noi sollecitato.
Con la presente vogliamo esprimerLe tutto il nostro rammarico per questo atteggiamento di totale chiusura verso i Presidenti dei Consigli di Istituto e di Circolo che sono parte integrante del governo delle Istituzioni scolastiche, atteggiamento che, in tutta franchezza, riteniamo non essere consono alle funzioni di chi le nostre scuole è chiamato a "sovrintendere"; atteggiamento del quale non potremo non rendere conto alle famiglie che ci hanno eletto perché rappresentassimo loro e le esigenze della scuola, e che ci porterà d'ora in avanti -nostro malgrado- a rivolgere le nostre richieste di consultazione e chiarimento direttamente al Ministero.
Distinti saluti.
Il Coordinamento dei Presidenti di Circolo e di Istituto di Bologna e provincia
Ursula Montanari - Presidente 3° Circolo
Giovanni Solazzo - Presidente 5° Circolo
Domenico Fata - Presidente 8° Circolo
Stefania Marianucci - Presidente 10° Circolo
Cristina Brighetti - Presidente IC 1
Luca Valenziano - Presidente IC 2
Angela Iacopetta - Presidente IC 3
Roberta Bofiglioli - Presidente IC 5
Franco Tinarelli - Presidente IC 7
Claudio Moscati - Presidente IC 8
Federico Marabini - Presidente IC 9
Danilo Bacchelli - Presidente IC 10
Teresa di Camillo - Presidente IC 11
Mirko Pannacci - Presidente IC 12
Alessandra Ognibene - Presidente IC 18
Mauro Marino - Presidente CdI Rodari-Jussi
Luca Verucchi - Presidente IC Marzabotto
Claudio Tesini - Presidente Direzione Didattica Zola Pedrosa
Stefania Vietti - Presidente IC Calderara di Reno
Flavio Capelli - Presidente IC Castel Maggiore
Luisa Carpani - Presidente IC Argelato
Angelo Bolzonaro - Presidente IC Malalbergo/Barricella
Andrea Martinelli - Presidente IC Casalecchio/Centro
Antonio Biagio Salvati - Presidente IC Casalecchio/Centro
Marco Mascagni - Presidente IC Ceretolo/Casalecchio
Bruno Pironti - Presidente 1° Circolo San Lazzaro
Davide Lunghini - Presidente IC Crevalcore
Domenico Mastroscianna - Presidente IC Sala Bolognese
Marco Piazzi - Presidente IC Granarolo dell'Emilia
Silvia Pullega - Presidente IC Anzola Emilia
Angela Russo - Presidente CdC Castel Maggiore
Marina Mandini - Presidente CdC S. Giovanni Persiceto
Maurizio Bruni - Presidente ISIS Archimede S. Giovanni Persiceto
Milena Minghetti - Presidente IC S. Giovanni Persiceto
Davide Pinelli - Presidente IC Bazzano/Monteveglio
Vittorio Marzaro - Presidente IC Pieve di Cento/Castello d'Argille
Annamaria Quaranta - Presidente IC Sasso Marconi/Capoluogo
Al Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Al Direttore Generale per la Politica Finanziaria e di Bilancio Al Dirigente dell’Ufficio scolastico Regionale per l'Emilia-Romagna Al Dirigente dell’Ufficio scolastico Provinciale di Parma Al Presidente della Provincia di Parma Al Sindaco di Parma All’Assessore alle Politiche Scolastiche della Provincia di Parma All’Assessore alle Politiche Scolastiche del Comune di Parma Al Sindaco e all’ Assessore alla Scuola del Comune di Sorbolo Al Sindaco e all’ Assessore alla Scuola del Comune di Mezzani Al Sindaco e all’ Assessore alla Scuola del Comune di Collecchio Al Sindaco e all’ Assessore alla Scuola del Comune di Fontevivo Al Sindaco e all’ Assessore alla Scuola del Comune di Fontanellato
e p.c. All’ASAPA Ai capigruppo del Consiglio Provinciale Ai capigruppo dei Consigli Comunali Agli organi di stampa nazionali e locali Oggetto: Difficoltà nella gestione del Programma Annuale 2010 - Consigli di Istituto di Parma
I sottoscritti, presidenti e membri dei Consigli di Istituto e di Circolo di scuole dell’obbligo del Comune di Parma, intendono esprimere alle S.V. la propria preoccupazione di fronte alle criticità che emergono nell’applicazione della nota ministeriale del 14 dic. 2009 n.9537, “Indicazione riepilogative per il P.A.” e dal mancato riconoscimento da parte del Ministero dei residui attivi accumulati negli anni 2006-2009 per il pagamento delle supplenze.
Siamo consapevoli che la situazione di esposizione economica è gravissima a livello di tutti gli istituti scolastici nazionali (vi sono istituti scolastici che vantano crediti verso il Ministero da 100.000 a 360.000 €, per un totale stimato a livello nazionale di € 1.500.000.000 ) ma questo dato non allevia la situazione delle nostre scuole, che si sono trovate in questi giorni a dover approvare il Programma Annuale 2010, senza aver ottenuto risposte urgenti ed efficaci per uscire da questo rischio di paralisi dell’attività didattica ed amministrativa.
1) RESIDUI ATTIVI ANNI 2004-2009
All’1/1/2010 i nostri Istituti devono ancora ricevere dal Ministero € 1.750.702 (dato delle 13 scuole che ci hanno comunicato l’importo dei residui attivi). Tali spese sono state effettuate tramite anticipi di cassa e sono state necessarie per permettere le regolarità del servizio. A tutt’oggi il Ministero non ha comunicato nessuna volontà di procedere all’assegnazione di questi fondi, nonostante le spese siano originate da obblighi giuridici inderogabili (quali le supplenze di personale). Per i nostri Istituti l’esposizione economica a cui sono stati costretti porterà nei prossimi mesi ad un blocco totale delle attività, dei progetti e delle nomine di supplenti, con ricadute gravissime sul diritto allo studio degli alunni/e.
2) FONDO PER IL FUNZIONAMENTO 2009
Nell’anno finanziario 2009 il Ministero non ha assegnato a molti dei nostri Istituti alcun finanziamento per il funzionamento (finanziamento che è stato assegnato ad un 40% degli istituti scolastici italiani, con criteri indefiniti, se non la sofferenza di cassa). Di fatto questo ha obbligato ad utilizzare i contributi volontari dei genitori ed altri residui di progetti non vincolati per coprire le normali spese di funzionamento dell’istituzione scolastica. Crediamo che sia obbligo del Ministero garantire i finanziamenti pubblici necessari al funzionamento dell’istituzione scolastica.
3) PROGRAMMA ANNUALE 2010
La nota ministeriale del 14 dic. 2009 n.9537 indica per i nostri Istituti risorse assolutamente insufficienti alle spese di supplenza e di funzionamento (si tratta di meno della metà del fabbisogno reale speso nel 2009). Come sarà possibile far fronte alle necessità della scuola con l’assegnazione di queste risorse inadeguate?
Come poter contare su risorse certe, a consuntivo, quando il Ministero non ha restituito le somme anticipate per il pagamento delle supplenze negli anni 2004- 2009?
Nonostante le indicazioni contenute nella nota ministeriale, non v’è alcuna certezza che consenta di poter continuare ad esporsi in spese (stipendi per supplenti, contributi allo stato, ecc.) dovute ma non riconosciute. Peraltro, la scuola non può continuare ad attingere ai propri fondi vincolati (contributi genitori, fondi per progetti, ecc.), aprendo una gravissima situazione contabile di cassa e togliendosi ogni possibilità di realizzare appieno le proprie finalità didattiche ed educative.
Segnaliamo inoltre che nella nota ministeriale del 14 dic. 2009 n.9537 non vi sono indicazioni relative ad Ore eccedenti, Formazione, Finanziamenti ai sensi della L.440 e Rimborso pasti ai docenti della scuola dell’infanzia. Si tratta di un ulteriore impoverimento delle risorse disponibili, che obbliga le scuole ad una ricerca di fondi che non compete ad una scuola pubblica.
Considerato quanto esposto, chiediamo alle S.V. di:
1.promuovere ogni forma di azione presso gli organi istituzionali competenti al fine di: a)rivedere i parametri sulla base dei quali sono state assegnate le risorse, in modo che si possano assicurare finanziamenti atti a garantire agli alunni il diritto allo studio costituzionalmente sancito mediante un’immediata sostituzione del personale assente e il funzionamento didattico e amministrativo; b)rivedere i criteri di rilevazione del fabbisogno per supplenze brevi e saltuarie e assicurare le risorse adeguate; c)rimborsare i residui attivi degli anni 2004-2009, con un piano di rientro pluriennale programmato e certo; d)garantire per tutti gli istituti scolastici una dotazione adeguata per spese di funzionamento; e)garantire risorse adeguate per l’arricchimento e l’ampliamento dell’offerta formativa (legge 440/97);
Rimaniamo in attesa di vostre comunicazioni a riguardo.
Approvato e sottoscritto dai Presidenti e dai Consigli di Istituto delle seguenti scuole:
I.C. “Sanvitale- Fra Salimbene” - Parma I.C. di P.le Rondani- Parma D.D. di via F.lli Bandiera- Parma I.C. Fontevivo- Fontanellato I.C. Sorbolo-Mezzani I.C. Collecchio I.C. di via Montebello- Parma I.C. di via Bocchi- Parma I.C. “Verdi”- Parma I.C. “Albertelli-Newton”- Parma I.C. “Salvo D’Acquisto”- Parma
I continui tagli ai fondi delle scuole, cui assistiamo impotenti da anni e anni, costringono i genitori a sostenere sempre maggiori costi in cambio di una scuola sempre meno efficiente.
Ai nostri figli viene progressivamente sottratto il diritto ad una scuola non solo di qualità, ma persino che garantisca la sicurezza.
Per questo motivo Genitori e Scuola ha deciso di dare il via ad una campagna nazionale di sensibilizzazione e protesta, civica e apartitica, che coinvolga i genitori in quanto tali, senza vincoli di appartenenza se non quella di essere Cittadini.
Il 22 febbraio 2010 si sono riuniti rappresentanti di molti IC di Verona e Provincia per coordinare le iniziative a fronte della situazione di disagio in cui versano le scuole. E' stato stabilito di dare continuità al Coordinamento e di inviare due lettere per sollevare il problema. Il testo delle lettere:
“Coordinamento dei Genitori degli I.C. di Verona” Al Direttore Generale U.S.R. del Veneto, Dott.ssa C. Palumbo – Venezia Al Dirigente dell’U.S.P. di Verona, Dott. G. Pontara Al Sindaco del Comune di Verona, Flavio Tosi All’Assessore alla P.I. della Provincia di Verona, Alberto Benetti e p.c. Al Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, On. M. Gelmini - Roma Agli organi di stampa nazionali e locali Verona, 22 febbraio 2010 OGGETTO : Difficoltà nella gestione del Programma Annuale 2010 – Cons. di Ist. diVerona I sottoscritti, presidenti dei Consigli di Istituto degli I.C. del Comune di Verona e provincia, intendono esprimere alle S.V. la propria preoccupazione di fronte alle criticità che emergono nell’applicazione della nota ministeriale del 14 dic. 2009 n.9537, “Indicazione riepilogative per il P.A.” e dal mancato riconoscimento da parte del Ministero dei residui attivi accumulati negli anni 2006-2009 per il pagamento delle supplenze. Siamo consapevoli che la situazione di esposizione economica è gravissima a livello di tutti gli istituti scolastici nazionali (per un totale stimato di € 1.200.000.000 ) ma questo dato non allevia la situazione delle nostre scuole, che si sono trovate in questi giorni a dover approvare il Programma Annuale 2010, senza aver ottenuto risposte urgenti ed efficaci per uscire da questo rischio di paralisi dell’attività didattica ed amministrativa. 1) RESIDUI ATTIVI ANNI 2008 E 2009 All’1/1/2010 i nostri Istituti devono ancora ricevere dal Ministero i residui attivi relativi a supplenze già effettuate e pagate con anticipo di cassa. A tutt’oggi il Ministero non ha comunicato nessuna volontà di procedere all’assegnazione di questi fondi, nonostante le spese siano originate da obblighi giuridici inderogabili (quali le supplenze di personale). Per i nostri Istituti l’esposizione economica a cui sono stati costretti porterà nei prossimi mesi ad un blocco totale delle attività, dei progetti e delle nomine di supplenti, con ricadute gravissime sul diritto allo studio degli alunni/e. Aggiungiamo che ci sembra assolutamente disfunzionale il fatto che le scuole siano obbligate a versare, oltre agli stipendi netti, gli oneri contributivi (INPDAP, IRAP, IRPEF, ecc.) per somme che lo Stato non ha ancora accreditato e forse non intende riconoscere. 2) FONDO PER IL FUNZIONAMENTO 2009 Nell’anno finanziario 2009 il Ministero non ha assegnato a molti dei nostri Istituti alcun finanziamento per il funzionamento (finanziamento che è stato assegnato ad un 40% degli istituti scolastici italiani, con criteri indefiniti, se non la sofferenza di cassa). Di fatto questo ha obbligato ad utilizzare i contributi volontari dei genitori ed altri residui di progetti non vincolati per coprire le normali spese di funzionamento dell’istituzione scolastica. Crediamo che sia obbligo del Ministero garantire i finanziamenti pubblici necessari al funzionamento dell’istituzione scolastica. 3) PROGRAMMA ANNUALE 2010 La nota ministeriale del 14 dic. 2009 n.9537 indica per i nostri Istituti risorse assolutamente insufficienti alle spese di supplenza e di funzionamento (si tratta di meno della metà del fabbisogno reale speso nel 2009). Come sarà possibile far fronte alle necessità della scuola con l’assegnazione di queste risorse inadeguate? Come poter contare su risorse certe, a consuntivo, quando il Ministero non ha restituito le somme anticipate per il pagamento delle supplenze negli anni 2008 e 2009? Nonostante le indicazioni contenute nella nota ministeriale, non v’è alcuna certezza che consenta di poter continuare ad esporsi in spese (stipendi per supplenti, contributi allo stato, ecc.) dovute ma non riconosciute. Peraltro, la scuola non può continuare ad attingere ai propri fondi vincolati (contributi genitori, fondi per progetti, ecc.), aprendo una gravissima situazione contabile di cassa e togliendosi ogni possibilità di realizzare appieno le proprie finalità didattiche ed educative. Segnaliamo inoltre che nella nota ministeriale del 14 dic. 2009 n.9537 non vi sono indicazioni relative ad Ore eccedenti, Formazione, Finanziamenti ai sensi della L.440 e Rimborso pasti ai docenti della scuola dell’infanzia. Si tratta di un ulteriore impoverimento delle risorse disponibili, che obbliga le scuole ad una ricerca di fondi che non compete ad una scuola pubblica. Considerato quanto esposto, chiediamo alle S.V. di: 1. promuovere ogni forma di azione presso gli organi istituzionali competenti al fine di: 1. rivedere i parametri sulla base dei quali sono state assegnate le risorse, in modo che si possano assicurare finanziamenti atti a garantire agli alunni il diritto allo studio costituzionalmente sancito mediante un’immediata sostituzione del personale assente e il funzionamento didattico e amministrativo; 2. rivedere i criteri di rilevazione del fabbisogno per supplenze brevi e saltuarie e assicurare le risorse adeguate; 3. far carico alle Direzioni Provinciali dei servizi vari del Tesoro delle supplenze conseguenti ad applicazioni di normative di legge e contrattuali, così come è stato operato per le astensioni obbligatorie (sostituzioni per congedi parentali facoltativi, aspettative per motivi di lavoro, ecc....); 4. rimborsare i residui attivi degli anni 2006-2009, con un piano di rientro pluriennale programmato e certo; 5. garantire per tutti gli istituti scolastici una dotazione adeguata per spese di funzionamento; 6. annullare la riduzione degli appalti per le pulizie ed attendere la scadenza dei contratti per ridefinire la situazione; 7. garantire risorse adeguate per l’arricchimento e l’ampliamento dell’offerta formativa (legge 440/97); 8. Vincolare i soldi provenienti dai contributi volontari delle famiglie a soli scopi di sostegno e ampliamento dell’offerta formativa e non a coprire carenze di bilancio per altre voci che competono esclusivamente al Tesoro e al Ministero e non ai genitori, ribadendo la GRATUITA’ della scuola pubblica statale; 2. attivare, anche da parte dell’Ente Locale, forme di finanziamento che permettano di compensare la mancata assegnazione di risorse da parte del Ministero, anche convocando un tavolo di confronto con il “Coordinamento dei Genitori degli I.C. di Verona”, nel quale possano essere espresse le istanze emergenti. In attesa di Vostre comunicazioni, ci riserviamo di attivare ogni forma di iniziativa volta ad ottenere la tutela effettiva del diritto allo studio degli alunni/e delle nostre istituzioni scolastiche, minacciate da quanto sopra esposto. Coordinamento dei Genitori degli I.C. di Verona: …………………… Presidente …………………………………….. …………………… Presidente …………………………………….. OGGETTO : Difficoltà nella gestione del Programma Annuale 2010 – Cons. di Ist. diVerona …………………… Presidente …………………………………….. …………………… Presidente …………………………………….. …………………… Presidente …………………………………….. …………………… Presidente …………………………………….. …………………… Presidente ……………………………………..
“Coordinamento dei Genitori degli I.C. di Verona” Al Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, On. M. Gelmini - Roma Al Direttore Generale U.S.R. del Veneto, Dott.ssa C. Palumbo – Venezia Al Dirigente dell’U.S.P. di Verona, Dott. G. Pontara e p.c. Agli organi di stampa nazionali e locali Verona, 22 febbraio 2010 OGGETTO : Garanzia del diritto allo studio e supplenze. Spettabili Dirigenti, nelle nostre scuole accade sempre più frequentemente che in caso di malattia dell’insegnante i bambini ed i ragazzi vengano divisi, distribuiti e “parcheggiati in altre classi”, inficiando così il diritto allo studio previsto dalla Costituzione ed in molti casi anche andando contro le condizioni di sicurezza stabilite per legge. Ovviamente tale “soluzione” (accettabile solo nel caso di assenza improvvisa per una giornata) non è mai stata prevista da nessuna legge o circolare. Anzi, da parte del Ministero è stata correttamente più volte richiamata la necessità “di non incorrere in una sospensione della didattica nei riguardi degli allievi interessati” (Prot. n. AOODGPER 14991 del 6 ottobre 2009) perché “va comunque assicurato l'ordinato svolgimento delle attività di istruzione, di formazione e di orientamento, giacché il diritto allo studio va in ogni caso garantito” (Prot. n.3545 del 29/4/ 09). I nostri Dirigenti scolastici, con cui volentieri e volontariamente collaboriamo al governo della scuola, ci hanno fatto “informalmente” capire di essere costretti a ricorrere a tale “necessità” perché fortemente preoccupati dell’esposizione finanziaria degli Istituti che non sarebbero in molti casi più in grado di garantire l’effettivo pagamento in caso di nomina dei supplenti necessari. Il Ministero, già nel secondo quadrimestre dello scorso anno e più recentemente il 14 dicembre, ha sottolineato la “possibilità” di attribuire ulteriori risorse in caso di effettiva necessità (Prot. n.3545 del 29/4/09 : “la possibilità di conferire supplenze brevi anche nel caso in cui la scuola abbia esaurito sia l'assegnazione base sia l'integrazione; Prot n. 0009537 del 14/12/09: “Nel caso in cui si rendesse necessaria, in via eccezionale, un’ulteriore entrata per remunerare personale supplente breve, potranno essere attribuite altre risorse previa verifica dell'effettiva inderogabilità dell'ulteriore fabbisogno”). Con la presente siamo perciò a chiederVi di intervenire immediatamente affinché le supplenze necessarie ed i fondi ad esse indispensabili siano “garantiti”, perché non diventi sistematica una pratica che giudichiamo non più tollerabile e che provoca nei genitori profonda preoccupazione sia dal punto di vista della perdita didattica che della mancanza di sicurezza. In attesa di un Vostro riscontro, porgiamo distinti saluti. Coordinamento dei Genitori degli I.C. di Verona: …………………… Presidente …………………………………….. …………………… Presidente …………………………………….. …………………… Presidente …………………………………….. …………………… Presidente …………………………………….. …………………… Presidente ……………………………………..